Tracce di paradiso

I punti forti del Borneo sono senz’alcun dubbio la natura ed i suoi abitanti ed è per questa ragione che ci siamo spinti fino a qui. Il primo incontro ravvicinato è con un nostro lontano antenato. Al centro di riabilitazione di Sepilok assistiamo al momento in cui vengono nutriti gli orangutanghi, ma i primati sono molto timidi e stentano a farsi immortalare dagli aggeggi elettronici dagli umani. Alcuni si dondolano sugli alberi circostanti, ma solo un esemplare prende coraggio e scende fino alla piattaforma dove il cibo è stato posizionato. L’area in cui vivono non è recintata ed hanno la possibilità di procacciarsi il nutrimento per conto loro, solo quando non sono in grado di fare ciò approfittano del cibo offerto dagli umani. Di conseguenza meno esemplari si servono della frutta messa a loro disposizione, maggiore è il grado di riuscita della riabilitazione. Solo quando i chiassosi gruppi di turisti cinesi lasciano la zona d’osservazione una femmina con il piccolo si avvicina e si lascia fotografare dai pochi rimasti.

img_8138Il faccia a faccia con il primate è molto emozionate e pensiamo a quanto sottile sia la differenza tra noi e loro, ma il modo con cui si sono evolute le due differenti specie ha fatto sì che una stia facendo rischiare l’estinzione all’altra. Terminata la visita è giunta l’ora di inoltrarci nel loro habitat naturale ed a bordo di una piroga a motore risaliamo il fiume Kinabatangan fino all’accampamento di Uncle Tan. Per tre giorni viviamo all’interno della giungla, fianco a fianco con un’infinità di zanzare. Durante le esplorazioni in barca ci focalizziamo sulla ricerca di scimmie nasiche, macachi, orangutanghi, gibboni, volpi volanti, martin pescatori, buceri e molti altri animali. Durante le escursioni a piedi ci concentriamo maggiormente sull’uso delle piante, cerchiamo di individuare insetti, rane e piccola fauna in generale. Le giornate cominciano prima dell’alba, quando gli abitanti della foresta sono più attivi, e terminano quando l’oscurità è già calata e gli animali notturni prendono possesso del territorio.

img_8366Lasciamo la foresta e i suoi timidi abitanti per dirigerci verso uno dei fondali marini più incantevoli del pianeta. Percorriamo molti chilometri a bordo del minivan e l’unico paesaggio che si presenta fuori dal finestrino per la durata dell’intero viaggio è un’enorme distesa di palme da olio. Buona parte del territorio della terza isola più grande del mondo è stato trasformato da giungla a coltivazione di palme. La foresta è stata estirpata, limitando la possibilità di sopravvivere per molte specie, per soddisfare l’enorme fabbisogno del genere umano. Arrivati a Semporna constatiamo che la città, come pure Sandakan dove ci siamo fermati in precedenza, non ha assolutamente nulla da offrire e neppure la gente è così accogliente come l’Asia ci ha abituati. Trascorriamo una giornata essenzialmente all’interno della nostra camera d’albergo approfittando della connessione internet per organizzare parte delle nostre destinazioni future. Soggiorniamo i nostri ultimi giorni in Borneo sull’isola di Mabul, presso il resort trasandato (ma a buon mercato) di Uncle Chang. Le pretese sono poche quindi ci accontentiamo ed inoltre troviamo un buon ambiente e persone simpatiche con cui trascorrere le giornate. D’altronde l’attrazione principale è l’ambiente marino che circonda le isole dell’arcipelago.

img_8699Durante le varie sessioni di snorkeling attorno alle isole di Mabul e Kapalai abbiamo la possibilità di ammirare un’estrema varietà di fauna marina comprese due tartarughe e uno squalo dormiente nascosto sotto ad un corallo. Il fiore all’occhiello dell’arcipelago è senza ombra di dubbio l’isola di Sipadan, un paradiso per divers dove solo centoventi fortunati possono immergersi ogni giorno nelle acque popolate da una ricca fauna acquatica. Ogni singola sessione subacquea è un’immensa gioia per gli occhi, ogni singolo momento ci troviamo circondati da una miriade di pesci coloratissimi. I fondali sono disseminati di splendidi coralli e di tanto in tanto incontriamo uno squalo o una tartaruga. Impossibile descrivere a parole la bellezza di questo eden sottomarino dove si ha la sensazione di essere parte integrante del meraviglioso ambiente circostante. A piena ragione viene catalogato come uno dei migliori luoghi al mondo per immergersi. Tristi di abbandonare questo posto incantevole rientriamo a Semporna, dove ci aspettano una serie di voli per raggiungere un altro paradiso terrestre.

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Natural, not natural vegetation in Borneo

Malaysia is an interesting mix between Europe and Asia: it’s hot and humid as usual in Asia, but I can dress, like in Europe, properly for the weather, which means I can finally have my knees and shoulders uncovered; there are food stalls everywhere throughout the day, but you can also find fast food places like KFC and Pizza Hut at any time; there’s always traffic, but not as many motorbikes and nobody horns; there is poverty and people begging on the streets of big cities, but schools are public, so free for everybody; they have their own Malay language, but the writing is the same as ours, trying to be similar to English with words like “ais teh” and “oran jus”, “polis” and “ambulans”. Travelling by “bas” we arrive to Sandakan, the second largest city of the region of Sabah, a very boring place. We organize a few things for our future destinations, then by “teksi” we go to Sepilok and visit the orang-utan’s rehabilitation centre, here we have the luck to see a big female with her baby sitting very close to us. They are amazing creature so similar to us humans, the mum takes care of the youngest until they reach the age of ten to twelve, teaching them how to climb, how to build nests to sleep in and what to eat. The reason why human must create rehabilitation centres though is very very sad and is this:

img_8470 hundreds of never ending fields and mountains of palm oil tree plantations that cover every single area of Borneo that is not protected by the government. A friend of mine told me about this problem before we left for our world tour, but I couldn’t imagine anything like it. Even when we go along the Kinabatangan river in to the deep jungle, just a few hundred metres away from the river banks the cultivations start. Despite this we have three wonderful days along this river, sleeping in very simple wooden cabins with frogs singing the whole night and cruising or hiking around looking for wildlife. During the six different excursions we spot a snake swimming in the river, an orang-utan and a gibbon from far away, three different species of kingfisher, hornbills, macaques, an owl, silver tailed monkeys, flying foxes getting on the sky as soon as the sun went down, frogs, birds sleeping in the night and rare, in danger and endemic proboscis monkey, which I find so funny.

img_8272After this wild and humid experience is time to see some beaches after four months without any. We arrive to Semporna, another boring dirty city, with the idea of staying in one of the many islands of the Semporna Archipelago. The first agency where we go to offers us a basic and cheap stay on Mabul island, not wanting to get too confused by many possibilities we agree and book four nights at Uncle Chang’s Resort, but first we spend two nights on the main land updating our blog and doing some laundry. Checking on tripadvisor we find out that people complain a lot about the place where we are going to stay, saying is dirty, not well maintained, with basic food and accommodation. I start worrying for a minute, but when we get to the resort’s platform by “bot”, nothing is worth than what we expected: there’s a lot of rubbish at the bottom of the sea, the walls of our room are falling apart, there’s electricity only during the night, … But this is Asia, I really don’t know what people expected from such a cheap place, everything else is at least triple the price. Included in our 25US$ a day per person we have tea, coffee and drinking water the whole day, a good breakfast, buffet lunch and dinner with rice, vegetables, meat, fish and two free snorkelling trips around the island every day.

img_8544We also find out that is the only resort that let you have the permit to go diving on the unique Sipadan island without having to buy a full package of at least ten dives, so it’s the perfect solution for us, I easily go snorkelling for free and Patrick goes for a full day trip to the magnificent island. Even though I only go exploring the marine life on Mabul and Kapalai, I’m able to see some beautiful corals, many fishes like parrot fish, clown fish, trumpet fish, butterfly fish, angel fish, star fish, porcupine fish, bat fish, barracuda, trigger fish, a white tip reef shark hiding under a coral, a wonderful ray moving into the sand and two nice big sea turtle, one of them having a rest next to a stone, so I could admire it for a long time. We have few very relaxing days swimming, walking around the island through the waste of the filthy village until we arrive at a nice beach of a posh resort which looks like a completely different island and watching villagers coming around with their boat trying to sell us some fish, when we said no, they would ask for money for food. I didn’t really get this: if they have a boat full of fish, why would they need money for food? I guess they just want something from us white people, thinking we are all rich. Back on the main land we take a shuttle bus to Tawau airport, where we have a flight for our next last minute program country.

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Un salto nel futuro

Recuperate le forze dalla camminata e smaltita l’adrenalina del volo, ci concediamo un paio di cocktail in compagnia di Laura (ragazza giramondo che ha condiviso con noi parte del sentiero) a ritmo della live band che suona al Busy Bee. Dopo un ulteriore giorno di riposo è ormai giunta l’ora di abbandonare la pacifica Pokhara per recarci nell’ultimo luogo del nostro ristretto giro nepalese. Dopo tanta quiete l’impatto con il caos e la polvere di Kathmandu non ci entusiasmano più di tanto. Come d’altronde ci è già stato anticipato da altri viaggiatori, la capitale non ha molto d’interessante da offrire oltre che un paio di enormi stupa.

img_7763Noi visitiamo lo Swayambhunath da dove si gode di un’ottima vista sull’anonima città e gironzoliamo per il quartiere di Thamel che, grazie all’alto numero di negozi di attrezzatura sportiva e souvenir, assomiglia molto al più affascinante borgo visitato qualche giorno prima. Dopo un paio di giornate in questa città poco attraente siamo pronti a fare un salto nel futuro. Ancora un ultimo assaggio di passato nell’obsoleto aeroporto di Kathmandu; dove i controlli di sicurezza sono ridotti ad un timbro sulla carta d’imbarco senza che venga effettuata alcuna verifica del contenuto del bagaglio a mano, in modo da incontrare passeggeri basiti dal fatto di ritrovarsi in possesso di contenitori di liquidi acquistati prima dei controlli. Sarà l’ora di punta, ma le zone d’imbarco sono sovraffollate e sembra un centro profughi dove le vie di fuga sono bloccate da catenacci e lucchetti. Evidentemente le misure di sicurezza non sono esattamente quelle adottate negli aeroporti europei. Atterriamo a Kuala Lumpur di primo mattino e parzialmente addormentati ci addentriamo nella città che pare ancora sonnecchiante. Ma presto cediamo ed appena ci viene consegnata la chiave della nostra camera ci ritiriamo per recuperare le ore di sonno perse durante la notte passata a bordo del velivolo. In serata ci incontriamo con Karen, amica di Lolli che vive nella capitale malese, e davanti ad un paio di birre chiacchieriamo fino a notte fonda. Anche il giorno seguente approfittiamo della comodità del letto ed usciamo solo per l’ora di pranzo, ma il temporale pomeridiano ci costringe a restare al coperto ancora per qualche ora. Cessata la pioggia possiamo finalmente dirigerci verso le famose Petronas Twin Towers che, grazie ai loro quattrocentocinquantadue metri d’altezza, svettano in mezzo a tutti i grattacieli del centro città.

img_7871Dapprima rimaniamo impressionati alla vista dal basso, poi procediamo all’interno del centro commerciale che sta alla base per respirare un po’ d’atmosfera natalizia nonostante i trentacinque gradi centigradi dell’aria ed infine prendiamo parte alla visita guidata che prima ci porta ad attraversare il ponte che collega le due torri al quarantaduesimo piano per poi raggiungere l’osservatorio all’ottantaseiesimo piano. Da trecentosettanta metri d’altezza le automobili sembrano file di formiche luminose incolonnate e si ha la percezione di guardare i palazzi circostanti con sguardo intimidatorio. Terminato il tempo a nostra disposizione, in pochi secondi, ritorniamo con i piedi per terra grazie ad un rapido ascensore ed approfittiamo della modernità del paese per gustarci dell’ottimo sushi scegliendo tra le differenti varietà che ci scorrono davanti agli occhi sul nastro trasportatore di un ristorante giapponese. Non ancora stufi d’ammirare i giganti di vetro ed acciaio coroniamo la serata con un cocktail a bordo piscina dello Sky Bar sul tetto del Traders hotel che si trova praticamente di fronte ai grattacieli. L’indomani voliamo nella regione di Sabah, nell’isola del Borneo. Facciamo il primo assaggio di natura al largo di Kota Kinabalu. Nei fondali circostanti Manukan, una piccola isola ornata da candide spiagge, incontriamo numerosi pesci pagliaccio che ci salutano senza discostarsi troppo dal loro anemone ed altri pesci tropicali che si nascondono tra i coralli.

img_7954Il giorno seguente scambiamo qualche chiacchiera con gli altri ospiti dell’ostello Akinabalu e facciamo un giro tra le bancarelle del mercato notturno, dove abbiamo la possibilità di gustarci uno squisito red snapper e dei tiger prawns scelti direttamente dal banco del pesce fresco.

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City, after city, after city

The last day in Pokhara we spend it relaxing and eating well. We move to Kathmandu, the capital of Nepal and it seems like we’re back in India, it’s chaotic and dusty, we are glad that we planned to stay only two days. We quickly walk around the famous Durbar Square, noticing that many buildings fell down during the earthquake in 2015, then we walk up the hill to visit the Swayambhunath, it’s an interesting stupa, both Hindu and Buddhist, on top of it there are the eyes of Buddha, which I really like.

img_7755By taxi we arrive to what is the worst airport we’ve ever seen: we check in our backpacks and someone drags them to the belt which is five metres away; there’s no real control of the hand luggage, people get through with bottles full of liquids; the waiting area looks like a refugee camp, people are everywhere and the emergency exits are locked with chains; everything is just not like the normal safety standards of any airport around the world. On the plane we try to sleep between the announcements followed by hostesses coming around repeating to the Nepali people one by one what they just said. By 5am we arrive in Kuala Lumpur, Malaysia. Not being able to check in until midday we take a walk to Petaling Street where the Chinese market is still asleep and to the Central market, here we buy a bag to put the souvenirs bought during our first six months travel, we will leave these stuff at the guesthouse for one month and pick them up before getting our flight for Sydney. In the evening we have street food on Jalan Alor and meet up with Karen, who I haven’t seen since last time I was here, in 2012. It’s so nice to see her again, talking, chatting and having few beers we end up going to bed after 2:30am. The next day we go to KLCC (Kuala Lumpur City Center), here we have a look at the Petronas Towers from the outside, from one side, from another, from the inside, from the bridge and from the top of one of the towers, at the eighty sixth floor, the observation deck, at three hundred seventy metres above the Street.

img_7803The view from the seventh tallest building of the world is amazing and the fact that in KL it rains everyday makes it really clear. Not being enough for such a wonder, we spend a good amount of money to have a simple cocktail at the Sky Bar of the Traders Hotel, to be able to look at them from one of the best point of view, lightened up at night. Had our burgers, Chinese, Indian and Japanese Sushi food, we are ready to move on and take a flight to Kota Kinabalu, in Malaysian Borneo. The city is not so big, but has different activities and tours to offer, though talking to some people at the hostel we find out that there are good ways of organizing trips from all the different places themselves, so the only thing we decide to do from here is hopping on one of the islands of Tunku Abdul Rahman National Park to do some snorkelling.

img_7968After seeing many coloured fishes we think it’s time to eat one and go to the night market and have a full red snapper and six big tiger prawns for dinner, so good!

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