Così tutto ebbe inizio

Ci eravamo abituati fin troppo bene alle piccole dimensioni di Kauai’i, tanto che al primo impatto con l’isola di Hawai’i le distanze ci paiono ostacoli insormontabili. Raggiungiamo il nostro alloggio sulla punta est dell’isola e scopriamo felicemente di essere capitati all’interno di una fattoria popolata da quattro cani in cerca d’affetto, tre cavalli golosi, due pavoni che adorano mostrare la loro chioma, una coppia di inseparabili oche che starnazzano in continuazione, una miriade di galline che vagano rivoltando il terreno alla ricerca di cibo ed infine Debbie, la simpatica proprietaria che non lesina nell’elargire informazioni e consigli riguardo luoghi ed attrazioni nei dintorni. Dopo aver fatto il pieno di informazioni cerchiamo di collocarle sulla cartina ed in seguito di unire i punti creando un percorso. Montiamo in sella ad una bicicletta arrugginita per dirigerci alla Champagne pond, una piscina naturale dove riusciamo ad ammirare lo strano effetto provocato dalla stratificazione dell’acqua. In basso si posa quella salata proveniente dal mare mentre al di sopra di essa si posiziona quella dolce derivante dal sottosuolo. Un fenomeno difficile da descrivere tanto quanto difficile da ammirare, dato che ogni minimo movimento spezza questo delicato equilibrio.

IMG_2274Incastriamo i nostri ferri vecchi all’interno del portabagagli dell’automobile e ci dirigiamo all’estremità est della colata di lava che da ormai tre anni scende gentilmente verso il mare. Il flusso che fuoriesce dal cratere Pu’u Ō’ō cambia in continuazione tracciato ed in questo momento si situa a quattro miglia dalla strada. Questo fatto ci costringe a pedalare per poco meno di un’ora sulla lava che è scesa a valle nelle scorse decadi. Quando ci fermiamo per scattare una qualche fotografia stentiamo a credere che il terreno su cui poggiano i nostri piedi è più giovane di noi. Infine giungiamo al fronte della colata dove ci intratteniamo diverso tempo per ammirare la roccia liquida che si solidifica a pochi metri da noi, passando rapidamente dal colore giallo intenso al rosso fuoco ed infine al nero che si confonde con l’ambiente circostante. Allontanandoci dagli altri spettatori riusciamo addirittura ad udire lo scricchiolio della lava mentre si consolida, emanando calore quanto un fuoco vivo.

IMG_2381Facciamo rientro quando l’oscurità è ormai già calata, consapevoli d’aver assistito al fenomeno della continua creazione dell’isola. Decidiamo di approfondire il tema della nascita del pianeta e ci rechiamo al centro informativo dell’osservatorio astronomico di Mauna Kea. Situato a duemilaottocento metri al di sopra del livello del mare è un ottimo luogo per dare uno sguardo al cosmo anche per noi mortali comuni e cercare di comprendere quello che viene studiato altri milleseicento metri più in alto, ovvero sulla sommità della montagna dall’omonimo nome, dove sono posizionati i telescopi più potenti del mondo. Assistiamo ad un’interessante presentazione riguardo la nascita delle stelle e la formazione delle galassie prima di esporci al freddo col naso all’insù. Grazie ad alcuni telescopi ottici abbiamo la possibilità di avere uno sguardo più ravvicinato ai pianeti limitrofi, quali Marte, Venere e Giove, oltre che al satellite naturale della Terra e ad alcune galassie e nebulose decisamente fuori dalla portata del nostro sistema solare.

IMG_2524In aggiunta a queste visioni assistiamo ad una suggestiva spiegazione di costellazioni, stelle e leggende sulla creazione dell’universo. Il giorno seguente siamo pronti per un nuovo carico di emozioni, montiamo in auto e dopo due ore e mezza siamo dall’altra parte dell’isola pronti per immergerci nelle acque in compagnia di pesci ed enormi mante. Facciamo una passeggiata sul turistico lungomare di Kona prima di dirigerci con leggero anticipo al porto. Al nostro arrivo la barca è attraccata al molo, ma della ciurma neanche l’ombra. Ci assicuriamo di essere al posto giusto e attendiamo che qualcosa succeda. Qualche minuto dopo l’ora del rendez-vous finalmente vediamo sopraggiungere qualcuno, è la signora incontrata precedentemente all’ufficio che, dopo aver tentato disperatamente di contattarci, è venuta di persona per comunicarci che a causa del mare troppo mosso l’uscita serale è annullata. Ci accordiamo per prenotare l’escursione nei giorni seguenti e dispiaciuti riattraversiamo l’isola, arrivando al nostro alloggio a tramonto già avvenuto. Dopo una ricca colazione, in sella alla bicicletta, raggiungiamo le vicine Tide Pools per nuotare nell’acqua cristallina, all’interno di giardini di coralli intatti, mentre parecchi pesci tropicali ci circondano innocuamente.

IMG_2603Grazie alla posizione remota di questo luogo i frequentatori sono pochi e con l’aggiunta dell’ottima visibilità lo rende uno tra i migliori siti dell’isola per snorkeling. In seguito visitiamo la nerissima Kehena beach e la tiepida piscina naturale di Ahalanui. Se c’è un vulcano dovrà pur esserci un cratere ed è proprio quello che decidiamo di visitare. Con il diametro di circa un chilometro e la profondità di cento metri il cratere Haleme’uma’u eleva in cielo costantemente una colonna di cenere e gas visibile da diverse miglia di distanza. Ammirato questo fenomeno a debita distanza ci spostiamo al vicino cratere Kilauea Iki. Dopo l’eruzione del millenovecentocinquantanove, che formò un enorme lago di lava, ora tutto tace ed è possibile attraversare il cratere a piedi, camminando su quella che una volta era la superficie del bacino di roccia bollente. Il paesaggio è lunare, transitiamo d’innanzi alla voragine da dove, durante l’eruzione, fuoriuscirono fino a due tonnellate di lava all’ora ed infine risaliamo per raggiungere i tunnel di Thurston.

IMG_2749Pure in questa isola siamo capitati nella zona dove hippy ed alternativi risiedono e non distante dalla fattoria dove soggiorniamo noi si svolge il mercato serale di Kalapana, ricco di prodotti locali e rigorosamente organici. Consumiamo un ottimo pasto, curiosiamo tra le bancarelle ed osserviamo le persone che ci circondano chiedendoci se sono tutte nel nostro stesso mondo, il tutto allietati da buona musica dal vivo. L’indomani attendiamo impazientemente un’e-mail di conferma da parte della compagnia Kona-Honu Divers e poco prima di mezzogiorno arriva la risposta positiva. Riattraversiamo nuovamente l’isola e quando arriviamo al porto questa volta c’è parecchia gente, attendiamo gli ultimi preparativi e saliamo a bordo. Percorriamo qualche miglio prima di raggiungere le acque di fronte all’aeroporto, ci immergiamo e scopriamo un fondale nero e dalle caratteristiche laviche. Avvistiamo numerose murene e vari pesci, poi ritorniamo in superficie per consumare uno spuntino al tramonto.

IMG_2784Ascoltiamo attentamente le ultime raccomandazioni in attesa che cali la notte ed infine ci prepariamo per il tanto atteso incontro. Ci piazziamo sul fondo dell’oceano cercando di trovare una posizione stabile, ancorandoci individualmente ad un masso. Mentre le correnti ci sbattono a destra e a manca ci guardiamo attorno sperando di avvistare una manta svolazzare nei paraggi. La star della serata si fa attendere e dopo una ventina di minuti fa una breve apparizione al chiaro della luce e subito sparisce nell’oscurità. Attendiamo ancora un po’ di tempo, ma il gigante del mare non fa più ritorno. A questo punto passiamo al piano B e cominciamo ad esplorare i coralli attorno a noi in cerca di creature notturne. Giusto il tempo di trovare un’aragosta che si cela sotto ad un sasso e nella penombra si intravvede una forma romboidale muoversi. Un altro esemplare è arrivato a cibarsi del plancton attirato dalla potente luce posizionata sul fondo dell’oceano. Rientriamo prontamente alla nostra postazione ed incuranti delle forze scatenate dal dio Poseidone ammiriamo estasiati l’enorme manta volteggiare sopra le nostre teste.

IMG_2850Purtroppo la riserva d’aria che portiamo sulle spalle ci costringe a ritornare in superficie salutando malinconicamente il gigantesco pesce che ritorna a rifugiarsi nel buio della notte sottomarina. Rientriamo sulla terra ferma coscienti che questa sera abbiamo avuto il privilegio di assistere all’ennesimo spettacolo offertoci da madre natura.

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Earth and stars creation

We arrive at Debbie’s place late in the afternoon and get easily familiar with this big farm. The tent is spacious, there is an outside shower and all around us there are animals. Two horses, one pony, dogs, many chickens, two peacocks and two ducks which will become my favourites of them all, they are two inseparable males that never stop quackquacking and are very funny.

IMG_2693The place is far from the touristy area, but just around here there are some spectacular hidden places to visit by bike, one is the so called Champagne Pond, where the sea water stops into a natural pool formed by lava and, having warm fresh water coming up from the ground, it becomes warm. The most amazing thing about this place is that, if we stand still for few minutes and we put our head under the water, in one particular spot we can see the line between salt and fresh water, almost as if there is a glass between them. At the bottom stands the colder and thicker salt water that looks a bit blurry, at the top is the warmer thinner fresh water that looks completely clear. We end up playing in this funny water for hours, leaving just on time to pedal over the young lava soil until the point where the lava is flowing. Pu’u’Ō’ō has been continuously erupting since January 1983, this doesn’t mean that the lava is always visible, most of the time it flows into underground tubes and all you can see is a big smoke when it reaches the ocean. Yet we are very lucky to be here when there’s much more to see. First we have a look at the big smoke that comes up from the ocean and sometimes a big red light and more smoke, then, climbing on the very uneven surface of the solid black substance, we reach the point where the phenomenon is still on.

IMG_2428New earth is being created right in front of us, the incandescent yellow and red lava is flowing just metres from us incessantly changing direction where it can run better. We stare at this incredible scene for long, knowing that this is probably the only time in our lifetime that we will see something like this. The sun goes down and darkness begins, colours are brighter and we struggle to leave this fantastic event behind us, but more activities are ahead of us. In the morning we wake up with a beautiful sunshine and go snorkelling at Kopoho Tide Pools, as soon as we dive under the water we realize that this is a very special place: the visibility is absolutely amazing, fish are not scared, they let themselves show to us easily and corals are completely intact, untouched. Being so close to home we come back twice to this gorgeous snorkelling spot, apart from the colourful coral garden we see many fish, an elegant turtle sleeping and a very rare zebra moray.

IMG_2620If it wasn’t for the low tide we could have stayed in the water for the whole day both times, however we do have more plans for the evening. After a shower we drive up to Mauna Kea visitor centre where we assist at a very interesting talking about how stars and galaxies are created, I learn a lot, especially considering that I didn’t know much about it at all. The man explains everything with very simple words so it is comprehensible to all of us. On top of this inactive volcano, at four thousand four hundred metres, there is one of the biggest and most important observatory of the world, of course we are not allowed in, but we still have the chance to see a lot from the five telescope that are positioned for us just as it gets dark enough. We see Mars and Venus, which practically look like a dot, Jupiter, of which we can distinguish two lines into it and four of its sixty seven, or more, moons. Then we see few galaxies from different directions and nebulas in front of groups of stars. It’s a very informative evening.

IMG_2556The next day we drive all the way to the other side of the island where we’ve booked an evening and a night dive with manta rays. We are the only ones waiting at the harbour, which seems very strange, but, because we passed through the office just few hours earlier, we are sure it is the right place and the right time. Few minutes after the appointment’s time the friendly woman of the office gets to us by car and tell us that the excursion has been cancelled due to the rough sea, so we book for another day and drive home a bit disappointed. We have seen the lava flowing, but we haven’t seen the crater yet, so we decide to go and visit the Hawai’i Volcano National Park to see where Goddess Pele lives, she is the one creating the fire and the most important figure in Hawai’i. We drive around Kilauea Caldera stopping at some view points until we get to the end of the road where we glimpse from far the main Halema’uma’u Crater, then on the other side of it we take a walk into the long time inactive Kilauea Iki Crater.

IMG_2754Wednesday is the day that everybody is looking forward to, so we too take part of the Evening Farmers Market of Kalapana, this is the last village that has been devastated from the volcano and people here are really doing their best to preserve their culture, they have done a big work to rebuild their famous Kaimu Black Sand Beach, which will eventually become a beach like the one we visited few days earlier at Kehena Beach, but for now it’s still more a lava rocks beach. The market itself is very nice with many food stalls and live music, every hippy of the island is here, same as every hippy of the United States is on Hawaii Islands. Unfortunately we can tell straightaway that is getting more and more commercialized, with prices higher than what we expected. Here we go again driving two and a half hour to Kailua Kona, this time with an e-mail confirming the excursion. There are eighteen divers and few snorkelers on the boat provided with snacks, water and a bathroom. The first dive before the sun sets is nothing very special, but at least we see where we are going to be later in the dark and many morays crawling on the bottom.

IMG_2808After some wraps for snack and a briefing it’s dark enough to plunge in search of the huge manta rays. At the bottom there is a strong light and everyone of us has a flashlight, this should attract the Plankton, which will attract the mantas that feed on them. We sit, or lie at the bottom, trying to stay still, which isn’t easy because of the strong current. It takes around twenty minutes for the first big fish to show and it disappear very fast. Thinking this is all, we start moving around looking for some other creatures, at one point I feel something behind me, there it is, an enormous water flying angel. We go back to where the big light is and we admire the elegance of the enormous male swimming around us. It’s absolutely fantastic! It’s approximately three metres wide and so close to us, but so gentle in its movement that doesn’t scare at all. Fifty five minutes are gone and it’s time to go back to the surface, as I can see people lining up to get on the boat I take advantage to stay a bit longer few metres deep, where I can still see the spectacular animal swimming just below me. With this beautiful ending we leave the most isolated islands on earth and get ready for the next adventure!

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Natura primitiva

Un giorno più giovani iniziamo la nostra permanenza nelle isole più remote dell’oceano pacifico. Dopo un breve scalo nell’aeroporto della famosa Honolulu atterriamo sulla vicina isola Kauai’i, dove raggiungiamo il nostro alloggio a Kīlauea. Questa è la prima volta che optiamo per Airbnb come sistema di prenotazione ed il luogo dove capitiamo non è esattamente quello che ci aspettavamo. Quando raggiungiamo la proprietà ci stupiamo della vastità del terreno, dell’enorme giardino e della villa che si posiziona al centro di esso. Posteggiata l’automobile gironzoliamo in cerca di qualcuno, fino a quando incontriamo uno pseudo giardiniere che ci mostra la nostra lussuosa tenda, la piscina e gli spazi comuni all’interno dell’abitazione. Oltre che ad alcune tende spaziose quanto una camera d’albergo, nei dintorni della casa sono stazionate diverse automobili ed alcuni bus. Verso sera iniziamo a conoscere gli altri ospiti e ci accorgiamo di essere capitati in una comunità di moderni hippy con la fissa per lo yoga, la meditazione ed il cibo salutare. L’ambiente è comunque positivo e tutti i coinquilini sono estremamente gentili, nonostante le loro strane abitudini ed il loro modo di vivere al quanto alternativo. Pare che nessuno abbia un vero lavoro, qualcuno vive all’interno degli autobus, qualcun altro in tenda e molti in uno strano mondo delle favole, ma quello che non quadra alle nostre menti cresciute in una società ligia e rigorosa è come sia possibile che qualcuno di loro possieda e mantenga una proprietà del valore di svariati milioni di dollari. Ci lasciamo alle spalle i nostri quesiti riguardo lo stile di vita della comunità e cerchiamo di perlustrare ogni angolo dell’isola. Pinne ai piedi e mascherina in faccia esploriamo il fondale di fronte ad ‘Anini beach park, incontrando alcuni giovani pesci che vivono nelle basse acque prive di predatori ed un paio di tartarughe marine.

img_1840Passeggiamo sulla bianca sabbia della baia di Hanalai e osserviamo il mare, in cerca delle balene che vengono a svernare nelle calde acque hawaiane, dalla sommità della scogliera che ospita il faro di Kīlauea. Una delle maggiori attrazioni dell’isola è senza ombra di dubbio la NāPali Coast, enormi scogliere verdeggianti che si gettano a capofitto nell’oceano mentre le onde cercano di erodere la loro base di roccia vulcanica. Percorriamo un paio di miglia del sentiero che costeggia il litorale e poi all’altezza di Hanakāpi’ai beach deviamo bruscamente all’interno dell’omonima valle, fino a raggiungere l’incantevole cascata che con un salto di quasi cento metri, circondata da un anfiteatro di roccia verticale, si tuffa in una piscina d’acqua cristallina. Ripercorriamo il sentiero a ritroso per fare rientro al nostro alloggio, dove scopriamo che buona parte degli alternativi dell’isola si sono riuniti per una serata all’insegna della ricerca della pace interiore. Prima del nostro arrivo si è già svolta la sessione di massaggio di gruppo, mentre dopo cena è l’ora della danza spirituale e quando stiamo per docciarci ci fanno notare che probabilmente l’acqua calda scarseggerà, dato che stanno riempiendo la piscina dove, con l’ausilio dell’oscurità della notte, potranno immergersi senza veli. Decliniamo l’invito ad aggregarci alla serata ed andiamo a coricarci.

img_1932L’indomani lasciamo la piccola Woodstock delle Hawaii per trasferirci a Kapa’a, sulla costa est, nella speranza di trovare una sistemazione più consona alle nostre abitudini. Il piccolo paese abbonda di ristoranti e le spiagge della costa son tutte collegate da una bella camminata che permette a bagnanti, ciclisti e semplici passeggiatori di spostarsi da un bagnasciuga all’altro. Durante l’inverno le megattere migrano dall’Alaska fino a questo arcipelago per riprodursi ed è questo uno dei principali motivi che ci spingono a salire a bordo del catamarano Leila per solcare le acque di fronte al litorale. Di buon mattino ci presentiamo al porto per imbarcarci sul natante e dopo circa mezz’ora di navigazione siamo pronti per tuffarci in acqua per ammirare coralli e pesci. Risaliamo a bordo e ci gustiamo una ricca colazione. Eseguita la sessione di snorkeling si possono considerare concluse le attività pericolose a bordo della barca e allora si dà inizio alla distribuzione illimitata di bevande alcoliche per la gioia di tutti i partecipanti. Questa piccola contraddizione ci ricorda che ci troviamo negli Stati Uniti o per lo meno che queste escursioni sono ritagliate su misura per clienti americani. Continuiamo a navigare fino a quando il catamarano non rallenta per darci la possibilità di osservare l’immenso gruppo di delfini che ci circonda.

img_2113L’acqua calma e trasparente ci permette di ammirare i mammiferi che nuotano ad una manciata di metri da noi, lasciandoci a bocca aperta per l’alto numero di esemplari che sguazzano accanto allo scafo facendosi immortalare dagli obbiettivi. Lasciamo il folto gruppo di esperti nuotatori per continuare il nostro percorso lungo le selvagge scogliere della NāPali Coast. L’imponenza di questi faraglioni, visti dall’oceano, è sensazionale. I colori spaziano dal verde, al marrone, al rosso ed al ricorrente nero che ricorda la formazione vulcanica di queste isole. Prima del pranzo ci dirigiamo un po’ al largo e come per magia le enormi balene si presentano a prua, esibendosi in spruzzi e tuffi dove spingono il loro corpo quasi completamente fuori dell’acqua. Stentiamo a credere che questo sia possibile vista la loro massa, ma non possiamo far altro che restare allibiti di fronte a questo spettacolo offertoci dalla natura. Fatto il pieno di emozioni è ora di fare il pieno di cibo, prima di rientrare in porto. La navigazione verso la terra ferma si presenta piuttosto movimentata e grazie alle porzioni del pranzo formato americano, in aggiunta alla distribuzione sfrenata di bevande alcoliche, il ritorno non è molto felice per alcuni passeggeri e per chi gli sta accanto. Tornati con i piedi per terra, sulla via del ritorno, facciamo tappa alla piccola industria caffettiera dell’isola, dove apprendiamo il procedimento, dalla coltivazione alla tostatura, della famosa bevanda che a queste latitudini si consuma abbondantemente annacquata. L’indomani, nonostante le previsioni meteorologiche non siano delle migliori, ci rechiamo nell’entroterra per visitare il Waimea Canyon. Quando giungiamo al primo punto panoramico le nuvole coprono il cielo, ma riusciamo comunque ad avere una vista d’insieme della vallata scavata dal fiume Waimea.

img_2193Proseguiamo lungo la carreggiata che scorre accanto al solco scavato dal corso d’acqua, ma in pochi minuti la nebbia ci offusca la vista e la pioggia comincia a cadere copiosa. Raggiungiamo il punto terminale della strada senza che la meteo migliori e nella speranza che con il passare dei minuti le nuvole si diradino consumiamo il pranzo all’interno dell’abitacolo. Le gocce di pioggia si infrangono senza sosta sul parabrezza e la fitta nebbia ci concede solo pochi metri di visibilità. A questo punto ci rassegniamo. Sulla via del rientro incrociamo altri turisti che risalgono la valle e ci consoliamo col fatto che noi abbiamo avuto la possibilità di ammirare le profondità del canyon almeno per una volta, durante la nostra prima sosta. Il nostro soggiorno su Kauai’i si conclude con alcuni capricci del cielo, ora siamo pronti a trasferirci sull’isola più orientale dell’arcipelago e farci ulteriormente stupire da madre natura.

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Aloha

We left New Zealand on February 23rd and arrive to Līhu’e, on Kaua’i Island, on February 22nd. We cross the timeline and become one day younger, if we continue travelling around the world in this direction we might be able to go back being twenty years old. It’s in Hawaii that we start our journey on the fourth continent, America. Kaua’i is the furthest north of all the islands, we thought it would be small, but isn’t really, to get to Kīlauea, where we are staying for the first three nights, it takes us almost one hour. Once there we discover first of all, that the island is full of rooster, we still don’t know why, second, that our first AirBnB experience is a huge hippy villa.

img_2020The house is immense and full of expensive tools and decorations, including a swimming pool and a hot tub where, in the last evening we spend here, a big group of hippy lovers will bathe naked. I have met some single alternative person before, yet never a full community of them living together, where the food is algae, grains, strange vegetable shakes and vegenaise, this last one is really new, never heard about it before. I don’t think any of them actually works, all they do in their “free” time is dance and talk about how they can feel their souls even when they are not on acid. Of course they are modern hippies, with smart phones and Facebook, they are very clean and concerned about the environment. The tent where we sleep is spacious, luxurious and everybody is very friendly and helpful. This is for sure a different experience. By the way, in the three days we don’t only observe these strange creature, the second day after our arrival we drive to Anini Beach, where we snorkel and see few fish and two Hawaiian Green Turtles, the water isn’t very warm but nice and refreshing.

img_1897We continue further north on Kuhio Highway and stop at Hanalei Bay to have a look at the big waves where people enjoy surfing, then back to Kīlauea we go to the Lighthouse from where we see our first Humpback Whale. To be honest we only see the spout of one of them and very very far from where we are, still is a big emotion. They usually live in Alaska, where they can find more Plankton to feed themselves, but in the winter time they travel almost five thousands kilometres to come to the warmer water of Hawaii to mate and, the next year, to give birth. This year there are many of them and looking from the shore is easy to spot some movement in the water. Before going back to the villa we stop with many other people to assist at an amazing sunset. The next morning, as soon as it stops raining, we drive to the end of the Highway and start climbing up the Kalalau Trail, following a little section of the wonderful NāPali Coast. We stop at Hanakāpi’ai Beach for lunch, then head inland to a waterfall, the track itself isn’t really special, as a matter of fact, at some points is relatively dangerous, but the waterfall really is something special. We say goodbye to Gill, Preston and the rest of the “happy family” and we move to Kapa’a where we will spend the other five nights on this island, here we have a more honest tent and the people are more like normal Americans.

img_2219We take a nice walk on the beach on the Coastal Trail which will eventually become a sixteen miles long path. The sun is really shining and we have a pleasant swim in the sea, eat fresh coconut and very healthy wraps. In the United States of America there is no middle way: either you eat food full of hormones and genetically modified, or you eat organic food. Here in Hawaii it seems like people try their best to eat very healthy and recycle everything. The day we try to go up the Waimea Canyon Drive to stop at all the different lookouts, the weather isn’t really on our side. We manage to see part of the canyon from the first lookout and after that it becomes very cloudy, then starts raining pretty hard. Good luck that when we go out by boat the clouds leave space to the sun. With other thirty one passenger we hop on the catamaran that takes us first snorkelling, then opens up the all inclusive bar, here everybody take good advantage of the fact and after a very tasty breakfast only few of us don’t have some kind of booze in their hand. After about one hour of sailing the boat slows down and we are surrounded by Hawaiian Spinner Dolphins.

img_2108There are at least one hundred of them, all swimming around us, we even see a baby one, what a shame that we are not allowed to jump in the water and swim with them, they are protected. We all stare at these cute animals until the captain decide it’s time to move on and right away we have another wonder next to us, the NāPali Coast, big cliffs and pointed mountains that fall directly into the ocean. The colours, caves, waterfalls, beaches, rocks and waves that splash hardly on the land astound us all. We arrive up to Kalalau Beach and turn around going a bit further away so we can admire the coast from another point of view and so we can look for whales. Thanks to a drunk woman who starts screaming we see two of the big mammals breaching twice, they are not very close to us, apparently they don’t do so if there are boats around them, however we do see them very well, they are spectacular. Not long after we see another whale, but this one spouts once then shows us the tail, which means he’s going deep under the water and isn’t showing to us anymore. The way back to the port is very bumpy, which makes the whole sailing very funny, especially after more than one beer. Our week on Kaua’i is over and we are ready to fly to the next island, Hawai’i, the Big Island.

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