Ultime briciole d’Asia

Dopo svariati rinvii, con un po’ di tristezza, chiudiamo lo zaino e paghiamo il conto della camera che ci ha concesso riposo tra un’attività acquatica e l’altra. Lasciamo a malincuore la tranquilla Moalboal per ritornare alla meno graziosa città di Cebu. Dopo quattro ore sul microscopico sedile di un bus locale ci concediamo il tempo di rifocillarci con un hamburger per strada, poi ci imbarchiamo sul traghetto che in un paio d’ore ci porta ad esplorare un’altra delle settemila isole di questo paese. Quando arriviamo presso la Bohol Coco Farm è ormai già buio, prendiamo possesso del nostro bungalow e ci saziamo con il cibo di produzione prettamente locale e cucinato secondo le ricette tradizionali filippine. A tenerci compagnia c’è una cucciolata di gattini che corrono, saltellano e si arrampicano ovunque, fino a quando non crollano esausti tutti accoccolati sulle gambe di Lolli.

img_9390Il mattino seguente, in sella ad uno scooter, andiamo a dare un’occhiata alla bianchissima spiaggia di Alona, dove sono concentrati la maggior parte dei dive centre. Ne visitiamo alcuni e decidiamo di affidarci ad Island Adventure per esplorare i fondali che circondano l’isola Balicasag l’antivigilia di Natale. Prima di rimettere i piedi a mollo percorriamo un po’ di chilometri nell’entroterra dell’isola di Bohol, dove la foresta la fa da padrona. Facciamo tappa al Philippine Tarsier Sanctuary per incontrare alcuni esemplari del più piccolo primate del pianeta. Essendo degli animali notturni la guida non fatica a mostrarceli mentre dormono nascosti sotto ad una foglia o aggrappati ad un arbusto. Scattiamo alcune foto ai piccoli esseri cercando di non disturbare il loro sonno e ci rimettiamo in strada in direzione di Loboc.

img_9406 Facciamo alcune soste, per ripararci dai continui scrosci d’acqua, prima di giungere presso Nuts Huts. In questo piccolo alloggio sulle rive del fiume Loboc, immersi nella foresta, trascorriamo il resto del pomeriggio. I capanni sono costruiti con materiali primitivi e tutt’intorno è ancora come madre natura ha creato molto tempo fa. Ci rilassiamo, ascoltiamo i suoni della natura e per completare la giornata ci concediamo un massaggio distensivo. Dopo una notte nella foresta siamo pronti per continuare il nostro percorso attraverso risaie e piccoli villaggi. In mattinata raggiungiamo le Chocolate Hills che in questa stagione hanno perso il loro colore cioccolatoso in favore di un verde dalle svariate sfumature. La loro formazione così perfettamente conica non ha ancora una spiegazione scientifica, ma la credenza locale dice che siano le lacrime di un gigante dal cuore infranto.

img_9483Proseguiamo il nostro viaggio sulla strada che passa attraverso Sierra Bullones e scende fino Jagna. Sulla via ammiriamo i giardini che circondano le case sulle colline e le decorazioni natalizie che ornano i bordi della carreggiata. Al nostro passaggio bambini e adulti ci salutano con il sorriso dipinto sul viso e noi contraccambiamo con un gesto della mano. Quando giungiamo sulla costa la meteo comincia a fare le bizze e dopo una mattinata soleggiata il cielo si copre e la pioggia cade copiosa su di noi. Ormai fradici, proseguiamo fino a raggiungere la Bohol Coco Farm dove troviamo rifugio, cibo e vestiti asciutti. L’indomani preferiamo l’acqua salata all’acqua dolce e ci tuffiamo nel mare intorno all’isola Balicasag dove facciamo un incontro ravvicinato con un banco di trevally occhio grosso, ammiriamo diverse tartarughe nuotare con grazia e tra la miriade di pesci abbiamo la fortuna di scorgere due pesci rana, due pesci scorpione ed alcuni pesci leone.

img_9562Il tempo a nostra disposizione in Asia sta per scadere e nei giorni a cavallo del Natale effettuiamo il lungo viaggio che ci porta attraverso la capitale filippina e quella malese, prima di raggiungere finalmente la terra dei canguri. A malincuore, dopo quasi sei mesi, ci troviamo a dover salutare il continente asiatico e la sua gente. In questo lasso di tempo abbiamo confezionato numerose esperienze positive e ne faremo tesoro, inoltre abbiamo incontrato parecchie persone squisite con cui scambiare opinioni e conoscenze. Ovviamente non è sempre andato tutto come credevamo, siamo incappati in situazioni scomode e spiacevoli, ma con un po’ di spirito d’adattamento e tanta pazienza siamo sempre riusciti a proseguire sulla nostra via. Ora ci attende un mondo molto più vicino alla realtà europea, l’unica differenza è che ci troveremo a testa in giù.

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Islands hopping

On our last bus trip for the next two and a half months we enjoy the beautiful Filipino’s landscape. Once in Cebu city we go to the pier and buy tickets for the ferry to Tagbilaran, on Bohol island. It seems like being in an airport: there’s a check-in counter, an area where to leave our big bags to be board and the queue at the gate. In two hours we arrive and, with the habal habal, the Filipino’s tuk tuk, we go to the smaller island of Panglao where we’ve booked a night in Coco Farm, a quiet place with basic bungalows and organic home grown products, away from the very touristy Alona Beach, where we go to book three dives on the famous Balicasag Island.

img_9392With our rented motorbike we drive to Corella and visit the Tarsier Sanctuary, a small centre where volunteers help these tiny primate to get reintroduced into the wild. Tarsiers only live in part of Indonesia, Borneo, south of the Philippines and are in danger, like many other animals in this world. They are nocturnal animals, so when we see them they are all sleeping, they can turn their head 360° and have huge eyes compare to the size of their body, the most remarkable thing though, is that in captivity they commit suicide, I’ve never heard of an animal committing suicide, this makes them even more vulnerable to extinction. We continue in direction of Loboc, but have to stop for a while because of the heavy rain, early in the afternoon we arrive at Nuts Huts, a hilly Backpackers place with steep long stairs that lead us first to the restaurant then down to the river where our simple bungalow is.

img_9416Here, in the middle of the jungle, in the evening we see fireflies flying on top of trees and, to make it even more relaxed, we have a good massage. In the guestbook we find some very interesting information about what there is to do in the area and around the island, unfortunately we don’t have much time left, so the only sightseeing we go to is the Chocolate Hills. On top of a hill there’s a scenic view of hundreds of rounded shaped hills that, formed during many years of corals’ sediments, in the dry season are brown coloured but now they are more like green tea chocolate colour and still Amazing.

img_9473We continue to Sierra Bullones and down the road to Jagna on the coast. On the way we see many nice little houses, all of them with a well maintained garden, a lot of Christmas decorations (I didn’t know that in the Philippines people are catholic and very religious), children and adults jumping on the street as soon as they see us to wave at us and say hello. What a pleasant drive! The coastal road isn’t as thrilling, it rains the whole way. In the morning it’s still raining but with the boat we go out to Balicasag island and dive in three different spots where we see many turtles, schools of jackfish, giant frogfish, lionfish and many many more fish and healthy corals.

img_9504Back at Coco Farm we spend the evening chatting with other guests and the next day the owner gives us a free lift to the pier wishing us a Merry Christmas, is the 24th December and everybody is getting ready for tonight’s big celebration. In Cebu we wash and dry off all our clothes to be set for our next step: two flights to reach Kuala Lumpur and two more flights to reach my wonderful two little sisters in Brisbane, I’m so looking forward to see them!

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Mancan le parole

Abbiamo seguito le tracce di paradiso e ci siamo ritrovati in questo luogo. Ci siamo guardati in giro, abbiamo incontrato le persone, abbiamo osservato la natura e poi abbiamo sfogliato l’intero dizionario per trovare una parola che descrivesse quello che ci sta attorno, ma nessun vocabolo è all’altezza di rappresentare questo mondo, ragion per cui ci limitiamo a chiamarlo Filippine. Sopra e sotto il livello dell’acqua tutto è affascinante, la gente è sorridente e cordiale, questo può sicuramente essere chiamato “un posto da favola”. Dopo una notte passata sul pavimento dell’aeroporto di Kuala Lumpur e una giornata trascorsa gironzolando nell’aeroporto di Manila, in attesa del volo che è stato posticipato, atterriamo a Cebu. Ci dirigiamo direttamente in albergo dove ci attendono una doccia ed un letto comodo. Freschi e riposati andiamo in cerca di un ristorante e di un bancomat, operazione che ci riesce parzialmente. Con la pancia piena e il portamonete vuoto ci dirigiamo verso la stazione dei bus per trovare un mezzo di trasporto che ci faccia arrivare fino a Moalboal, dove finalmente riusciamo anche a ritirare un po’ di contanti. A bordo di una versione filippina di sidecar raggiungiamo la più turistica località di Panagsama beach dove contiamo di fermarci per un paio di giorni.

img_8895Il paesino è famoso per il banco di sardine che hanno preso residenza ad una trentina di metri da riva e per le numerose tartarughe che vivono nei paraggi. Percorriamo le stradine della piccola località per confrontare le varie escursioni che ci vengono offerte sull’isola e decidiamo per una comoda trasferta fino ad Oslob, per fare snorkeling in compagnia dei pesci più grandi dell’oceano. Ritardiamo la partenza perché ci viene comunicato che le pretendenti a miss universo proprio quella mattina vanno a Oslob con il nostro stesso intento. Dopo un paio d’ore raggiungiamo la località marittima, ma le signorine si fanno attendere ed il sito resta ancora chiuso e noi sottostiamo ai loro comodi. Aspettiamo per un po’, ma nessun elicottero con a bordo le ragazze si presenta all’orizzonte. Infine riceviamo la comunicazione che non sarà possibile accedere, per l’arco di tutta la giornata, ai comuni mortali. A questo punto facciamo rientro a Moalboal così che Lolli è ancora in tempo per fare una prova prima di decidere se intraprendere il corso per conseguire il brevetto da subacquea. L’indomani ritentiamo l’impresa dopo aver ricevuto conferma che la futura miss e le sue concorrenti non rovineranno più i nostri programmi. Alle sei del mattino siamo già in fila per ritirare il biglietto che ci da diritto ad entrare in acqua con gli squali balena e pochi minuti dopo saliamo a bordo della seconda barca della giornata. Dal momento che entriamo in acqua scattano i trenta minuti in compagnia degl’innocui pesci.

img_8962Essere affiancati da questi enormi squali che misurano fino a sei metri è estremamente adrenalinico e sarebbe ancora più emozionante se non fossero attirati dal cibo dato loro per mano dell’uomo. Purtroppo questo gesto seguito dalla presenza di molti nuotatori, esperti e meno esperti, rovina un po’ la magia dell’incontro. Sulla via del ritorno da questa piacevole esperienza ci fermiamo alle cascate Kawasan per mantenere alto il livello di adrenalina, discendendo il fiume con salti e passaggi tra le rocce. Trascorriamo un divertente pomeriggio in compagnia di due giovani viaggiatori tedeschi che come noi hanno incluso nel loro percorso questo splendido paese. Dopo ventiquattro ore di pensamenti e ripensamenti finalmente Lolli ha espresso il suo verdetto: il corso avrà luogo. Grazie al simpaticissimo team del Quo Vadis Dive Resort abbiamo la possibilità d’ammirare l’incredibile fauna marina che popola la barriera corallina nei paraggi di Moalboal, specialmente a Pescador Island. Durante ogni singola immersione scorgiamo una quantità enorme di pesci e non manca mai un incontro particolare con qualche esemplare non comune. Non passa giorno senza nuotare fianco a fianco con una tartaruga ed ovviamente non ci lasciamo scappare l’occasione di provare l’ebbrezza di galleggiare nell’acqua attorniati da milioni di sardine, che muovendosi in simbiosi sono in grado di oscurare il cielo per alcuni attimi. Dopo tre intensi giorni l’oceano accoglie nel suo regno un nuovo essere che, travestito da pesce, si muove tra i coralli espellendo aria dalla bocca.

img_9345Il tempo trascorso in questo fantastico luogo è quadruplicato rispetto al quanto preventivato al nostro arrivo, ora è tempo di partire in cerca di nuove avventure.

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The place to be

To reach what probably is the best place we’ve been since the beginning of our trip, we had to spend an entire night trying to sleep on the floor of Kuala Lumpur’s airport and, because of a delay, six long hours in a small, sad terminal of Manila’s airport. Every single minute was worth the effort though: Philippines are amazing!!! Everything around us makes us think we are in paradise: there’s a thick and healthy vegetation, no garbage around, water of rivers and seas are clear and full of life, people are fantastic, rooms are clean with good running water and best of all there are smiles and happiness everywhere. We start our journey on Cebu island, there are two main reasons why we chose this island out of the seven thousand and more that form this huge archipelago, these are the whale sharks in Oslob and the big schools of sardines that settled just off shore of Moalboal after the 2013’s typhoon. Exactly here is where we decide to spend our first days snorkelling with the thousand of fish that make funny shapes and reflect with the sun, between all of them we even spot a sea turtle wondering through the corals.

img_8882We walk around the different agencies to have a look at the activities they offer and what would be the best way to go to swim with the whale sharks, we opt for the more comfortable way and go by private minivan together with a Spanish couple. The first try is not successful, when we get to Oslob we find out that the place is closed because the candidates of Philippines Miss Universe are taking picture of themselves with the biggest fish on earth. The next day we leave at 4am and manage to enter the site, being the second boat to go out. The experience is a bit forced, but unique, somehow it seems like we are in an aquarium with the big fish in captivity, which isn’t so, we are in the open sea and they are free to go whenever they want, but of course, being fed with plankton, they stay and eat. I’m still very happy I could see and be so close to these enormous animals at least once in my lifetime. On the way back we stop at the bottom of the Kawasan falls, by bike they take us up the hill and after twenty minutes walking we start our canyoning adventure. It’s a lot of fun jumping from the rocks into wonderful blue water, finding our way through small caves and walking in the jungle. I had never done anything like it and had no idea it would be so amusing.

img_8997Panagsama beach, in Moalboal, is a small village with lots to do, walking around to find out where would be a nice place to go diving for Patrick, at Quo Vadis Dive Resort, we meet Charly, a Swedish dive instructor that offers me to try and dive in the pool for free, then decide if I want to continue with the course. He finds me unprepared for such an activity, for six months I never even thought about it, I was always too scared of it. After spending a whole night thinking about it, I try diving in the pool, then start the Open Water course. The first dive in the sea is absolutely spectacular, I’m so excited about it, the visibility is very good, corals and fish are so colourful and the whole underwater life is calm and endless. Except the exercise where I have to take off and put back on my mask under the water, the rest is quite easy and enjoyable. After two and a half days I’m qualified with four dives done, where I saw many turtles and nudibranchs, few lionfish and scorpion fish, two sea kraits, three morays, some strange long flat jellyfish, one mantis shrimp and few sexy shrimps.

img_9369I’m so glad I finally plucked up the courage and did my scuba diving certification, there will be so many wonderful places we will go to that I will be able to appreciate from the underwater point of view. Before leaving, after eight days, this lovely place, I do my first real fun dive and plunge with millions of sardines, moving next and above me, but the most special thing I get to see is the rare frogfish. Now is time to discover something more about the Philippines.

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Tracce di paradiso

I punti forti del Borneo sono senz’alcun dubbio la natura ed i suoi abitanti ed è per questa ragione che ci siamo spinti fino a qui. Il primo incontro ravvicinato è con un nostro lontano antenato. Al centro di riabilitazione di Sepilok assistiamo al momento in cui vengono nutriti gli orangutanghi, ma i primati sono molto timidi e stentano a farsi immortalare dagli aggeggi elettronici dagli umani. Alcuni si dondolano sugli alberi circostanti, ma solo un esemplare prende coraggio e scende fino alla piattaforma dove il cibo è stato posizionato. L’area in cui vivono non è recintata ed hanno la possibilità di procacciarsi il nutrimento per conto loro, solo quando non sono in grado di fare ciò approfittano del cibo offerto dagli umani. Di conseguenza meno esemplari si servono della frutta messa a loro disposizione, maggiore è il grado di riuscita della riabilitazione. Solo quando i chiassosi gruppi di turisti cinesi lasciano la zona d’osservazione una femmina con il piccolo si avvicina e si lascia fotografare dai pochi rimasti.

img_8138Il faccia a faccia con il primate è molto emozionate e pensiamo a quanto sottile sia la differenza tra noi e loro, ma il modo con cui si sono evolute le due differenti specie ha fatto sì che una stia facendo rischiare l’estinzione all’altra. Terminata la visita è giunta l’ora di inoltrarci nel loro habitat naturale ed a bordo di una piroga a motore risaliamo il fiume Kinabatangan fino all’accampamento di Uncle Tan. Per tre giorni viviamo all’interno della giungla, fianco a fianco con un’infinità di zanzare. Durante le esplorazioni in barca ci focalizziamo sulla ricerca di scimmie nasiche, macachi, orangutanghi, gibboni, volpi volanti, martin pescatori, buceri e molti altri animali. Durante le escursioni a piedi ci concentriamo maggiormente sull’uso delle piante, cerchiamo di individuare insetti, rane e piccola fauna in generale. Le giornate cominciano prima dell’alba, quando gli abitanti della foresta sono più attivi, e terminano quando l’oscurità è già calata e gli animali notturni prendono possesso del territorio.

img_8366Lasciamo la foresta e i suoi timidi abitanti per dirigerci verso uno dei fondali marini più incantevoli del pianeta. Percorriamo molti chilometri a bordo del minivan e l’unico paesaggio che si presenta fuori dal finestrino per la durata dell’intero viaggio è un’enorme distesa di palme da olio. Buona parte del territorio della terza isola più grande del mondo è stato trasformato da giungla a coltivazione di palme. La foresta è stata estirpata, limitando la possibilità di sopravvivere per molte specie, per soddisfare l’enorme fabbisogno del genere umano. Arrivati a Semporna constatiamo che la città, come pure Sandakan dove ci siamo fermati in precedenza, non ha assolutamente nulla da offrire e neppure la gente è così accogliente come l’Asia ci ha abituati. Trascorriamo una giornata essenzialmente all’interno della nostra camera d’albergo approfittando della connessione internet per organizzare parte delle nostre destinazioni future. Soggiorniamo i nostri ultimi giorni in Borneo sull’isola di Mabul, presso il resort trasandato (ma a buon mercato) di Uncle Chang. Le pretese sono poche quindi ci accontentiamo ed inoltre troviamo un buon ambiente e persone simpatiche con cui trascorrere le giornate. D’altronde l’attrazione principale è l’ambiente marino che circonda le isole dell’arcipelago.

img_8699Durante le varie sessioni di snorkeling attorno alle isole di Mabul e Kapalai abbiamo la possibilità di ammirare un’estrema varietà di fauna marina comprese due tartarughe e uno squalo dormiente nascosto sotto ad un corallo. Il fiore all’occhiello dell’arcipelago è senza ombra di dubbio l’isola di Sipadan, un paradiso per divers dove solo centoventi fortunati possono immergersi ogni giorno nelle acque popolate da una ricca fauna acquatica. Ogni singola sessione subacquea è un’immensa gioia per gli occhi, ogni singolo momento ci troviamo circondati da una miriade di pesci coloratissimi. I fondali sono disseminati di splendidi coralli e di tanto in tanto incontriamo uno squalo o una tartaruga. Impossibile descrivere a parole la bellezza di questo eden sottomarino dove si ha la sensazione di essere parte integrante del meraviglioso ambiente circostante. A piena ragione viene catalogato come uno dei migliori luoghi al mondo per immergersi. Tristi di abbandonare questo posto incantevole rientriamo a Semporna, dove ci aspettano una serie di voli per raggiungere un altro paradiso terrestre.

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Natural, not natural vegetation in Borneo

Malaysia is an interesting mix between Europe and Asia: it’s hot and humid as usual in Asia, but I can dress, like in Europe, properly for the weather, which means I can finally have my knees and shoulders uncovered; there are food stalls everywhere throughout the day, but you can also find fast food places like KFC and Pizza Hut at any time; there’s always traffic, but not as many motorbikes and nobody horns; there is poverty and people begging on the streets of big cities, but schools are public, so free for everybody; they have their own Malay language, but the writing is the same as ours, trying to be similar to English with words like “ais teh” and “oran jus”, “polis” and “ambulans”. Travelling by “bas” we arrive to Sandakan, the second largest city of the region of Sabah, a very boring place. We organize a few things for our future destinations, then by “teksi” we go to Sepilok and visit the orang-utan’s rehabilitation centre, here we have the luck to see a big female with her baby sitting very close to us. They are amazing creature so similar to us humans, the mum takes care of the youngest until they reach the age of ten to twelve, teaching them how to climb, how to build nests to sleep in and what to eat. The reason why human must create rehabilitation centres though is very very sad and is this:

img_8470 hundreds of never ending fields and mountains of palm oil tree plantations that cover every single area of Borneo that is not protected by the government. A friend of mine told me about this problem before we left for our world tour, but I couldn’t imagine anything like it. Even when we go along the Kinabatangan river in to the deep jungle, just a few hundred metres away from the river banks the cultivations start. Despite this we have three wonderful days along this river, sleeping in very simple wooden cabins with frogs singing the whole night and cruising or hiking around looking for wildlife. During the six different excursions we spot a snake swimming in the river, an orang-utan and a gibbon from far away, three different species of kingfisher, hornbills, macaques, an owl, silver tailed monkeys, flying foxes getting on the sky as soon as the sun went down, frogs, birds sleeping in the night and rare, in danger and endemic proboscis monkey, which I find so funny.

img_8272After this wild and humid experience is time to see some beaches after four months without any. We arrive to Semporna, another boring dirty city, with the idea of staying in one of the many islands of the Semporna Archipelago. The first agency where we go to offers us a basic and cheap stay on Mabul island, not wanting to get too confused by many possibilities we agree and book four nights at Uncle Chang’s Resort, but first we spend two nights on the main land updating our blog and doing some laundry. Checking on tripadvisor we find out that people complain a lot about the place where we are going to stay, saying is dirty, not well maintained, with basic food and accommodation. I start worrying for a minute, but when we get to the resort’s platform by “bot”, nothing is worth than what we expected: there’s a lot of rubbish at the bottom of the sea, the walls of our room are falling apart, there’s electricity only during the night, … But this is Asia, I really don’t know what people expected from such a cheap place, everything else is at least triple the price. Included in our 25US$ a day per person we have tea, coffee and drinking water the whole day, a good breakfast, buffet lunch and dinner with rice, vegetables, meat, fish and two free snorkelling trips around the island every day.

img_8544We also find out that is the only resort that let you have the permit to go diving on the unique Sipadan island without having to buy a full package of at least ten dives, so it’s the perfect solution for us, I easily go snorkelling for free and Patrick goes for a full day trip to the magnificent island. Even though I only go exploring the marine life on Mabul and Kapalai, I’m able to see some beautiful corals, many fishes like parrot fish, clown fish, trumpet fish, butterfly fish, angel fish, star fish, porcupine fish, bat fish, barracuda, trigger fish, a white tip reef shark hiding under a coral, a wonderful ray moving into the sand and two nice big sea turtle, one of them having a rest next to a stone, so I could admire it for a long time. We have few very relaxing days swimming, walking around the island through the waste of the filthy village until we arrive at a nice beach of a posh resort which looks like a completely different island and watching villagers coming around with their boat trying to sell us some fish, when we said no, they would ask for money for food. I didn’t really get this: if they have a boat full of fish, why would they need money for food? I guess they just want something from us white people, thinking we are all rich. Back on the main land we take a shuttle bus to Tawau airport, where we have a flight for our next last minute program country.

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Un salto nel futuro

Recuperate le forze dalla camminata e smaltita l’adrenalina del volo, ci concediamo un paio di cocktail in compagnia di Laura (ragazza giramondo che ha condiviso con noi parte del sentiero) a ritmo della live band che suona al Busy Bee. Dopo un ulteriore giorno di riposo è ormai giunta l’ora di abbandonare la pacifica Pokhara per recarci nell’ultimo luogo del nostro ristretto giro nepalese. Dopo tanta quiete l’impatto con il caos e la polvere di Kathmandu non ci entusiasmano più di tanto. Come d’altronde ci è già stato anticipato da altri viaggiatori, la capitale non ha molto d’interessante da offrire oltre che un paio di enormi stupa.

img_7763Noi visitiamo lo Swayambhunath da dove si gode di un’ottima vista sull’anonima città e gironzoliamo per il quartiere di Thamel che, grazie all’alto numero di negozi di attrezzatura sportiva e souvenir, assomiglia molto al più affascinante borgo visitato qualche giorno prima. Dopo un paio di giornate in questa città poco attraente siamo pronti a fare un salto nel futuro. Ancora un ultimo assaggio di passato nell’obsoleto aeroporto di Kathmandu; dove i controlli di sicurezza sono ridotti ad un timbro sulla carta d’imbarco senza che venga effettuata alcuna verifica del contenuto del bagaglio a mano, in modo da incontrare passeggeri basiti dal fatto di ritrovarsi in possesso di contenitori di liquidi acquistati prima dei controlli. Sarà l’ora di punta, ma le zone d’imbarco sono sovraffollate e sembra un centro profughi dove le vie di fuga sono bloccate da catenacci e lucchetti. Evidentemente le misure di sicurezza non sono esattamente quelle adottate negli aeroporti europei. Atterriamo a Kuala Lumpur di primo mattino e parzialmente addormentati ci addentriamo nella città che pare ancora sonnecchiante. Ma presto cediamo ed appena ci viene consegnata la chiave della nostra camera ci ritiriamo per recuperare le ore di sonno perse durante la notte passata a bordo del velivolo. In serata ci incontriamo con Karen, amica di Lolli che vive nella capitale malese, e davanti ad un paio di birre chiacchieriamo fino a notte fonda. Anche il giorno seguente approfittiamo della comodità del letto ed usciamo solo per l’ora di pranzo, ma il temporale pomeridiano ci costringe a restare al coperto ancora per qualche ora. Cessata la pioggia possiamo finalmente dirigerci verso le famose Petronas Twin Towers che, grazie ai loro quattrocentocinquantadue metri d’altezza, svettano in mezzo a tutti i grattacieli del centro città.

img_7871Dapprima rimaniamo impressionati alla vista dal basso, poi procediamo all’interno del centro commerciale che sta alla base per respirare un po’ d’atmosfera natalizia nonostante i trentacinque gradi centigradi dell’aria ed infine prendiamo parte alla visita guidata che prima ci porta ad attraversare il ponte che collega le due torri al quarantaduesimo piano per poi raggiungere l’osservatorio all’ottantaseiesimo piano. Da trecentosettanta metri d’altezza le automobili sembrano file di formiche luminose incolonnate e si ha la percezione di guardare i palazzi circostanti con sguardo intimidatorio. Terminato il tempo a nostra disposizione, in pochi secondi, ritorniamo con i piedi per terra grazie ad un rapido ascensore ed approfittiamo della modernità del paese per gustarci dell’ottimo sushi scegliendo tra le differenti varietà che ci scorrono davanti agli occhi sul nastro trasportatore di un ristorante giapponese. Non ancora stufi d’ammirare i giganti di vetro ed acciaio coroniamo la serata con un cocktail a bordo piscina dello Sky Bar sul tetto del Traders hotel che si trova praticamente di fronte ai grattacieli. L’indomani voliamo nella regione di Sabah, nell’isola del Borneo. Facciamo il primo assaggio di natura al largo di Kota Kinabalu. Nei fondali circostanti Manukan, una piccola isola ornata da candide spiagge, incontriamo numerosi pesci pagliaccio che ci salutano senza discostarsi troppo dal loro anemone ed altri pesci tropicali che si nascondono tra i coralli.

img_7954Il giorno seguente scambiamo qualche chiacchiera con gli altri ospiti dell’ostello Akinabalu e facciamo un giro tra le bancarelle del mercato notturno, dove abbiamo la possibilità di gustarci uno squisito red snapper e dei tiger prawns scelti direttamente dal banco del pesce fresco.

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City, after city, after city

The last day in Pokhara we spend it relaxing and eating well. We move to Kathmandu, the capital of Nepal and it seems like we’re back in India, it’s chaotic and dusty, we are glad that we planned to stay only two days. We quickly walk around the famous Durbar Square, noticing that many buildings fell down during the earthquake in 2015, then we walk up the hill to visit the Swayambhunath, it’s an interesting stupa, both Hindu and Buddhist, on top of it there are the eyes of Buddha, which I really like.

img_7755By taxi we arrive to what is the worst airport we’ve ever seen: we check in our backpacks and someone drags them to the belt which is five metres away; there’s no real control of the hand luggage, people get through with bottles full of liquids; the waiting area looks like a refugee camp, people are everywhere and the emergency exits are locked with chains; everything is just not like the normal safety standards of any airport around the world. On the plane we try to sleep between the announcements followed by hostesses coming around repeating to the Nepali people one by one what they just said. By 5am we arrive in Kuala Lumpur, Malaysia. Not being able to check in until midday we take a walk to Petaling Street where the Chinese market is still asleep and to the Central market, here we buy a bag to put the souvenirs bought during our first six months travel, we will leave these stuff at the guesthouse for one month and pick them up before getting our flight for Sydney. In the evening we have street food on Jalan Alor and meet up with Karen, who I haven’t seen since last time I was here, in 2012. It’s so nice to see her again, talking, chatting and having few beers we end up going to bed after 2:30am. The next day we go to KLCC (Kuala Lumpur City Center), here we have a look at the Petronas Towers from the outside, from one side, from another, from the inside, from the bridge and from the top of one of the towers, at the eighty sixth floor, the observation deck, at three hundred seventy metres above the Street.

img_7803The view from the seventh tallest building of the world is amazing and the fact that in KL it rains everyday makes it really clear. Not being enough for such a wonder, we spend a good amount of money to have a simple cocktail at the Sky Bar of the Traders Hotel, to be able to look at them from one of the best point of view, lightened up at night. Had our burgers, Chinese, Indian and Japanese Sushi food, we are ready to move on and take a flight to Kota Kinabalu, in Malaysian Borneo. The city is not so big, but has different activities and tours to offer, though talking to some people at the hostel we find out that there are good ways of organizing trips from all the different places themselves, so the only thing we decide to do from here is hopping on one of the islands of Tunku Abdul Rahman National Park to do some snorkelling.

img_7968After seeing many coloured fishes we think it’s time to eat one and go to the night market and have a full red snapper and six big tiger prawns for dinner, so good!

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